Music: Wolfgang Amadeus Mozart
(Vanno tutte due per partire e s'incontrano alla porta.)
(facendo una riverenza) Via resti servita,
madama brillante.
(facendo una riverenza) Non sono sì ardita,
madama piccante.
(riverenza) No, prima a lei tocca.
(riverenza) No, no, tocca a lei.
(riverenza) No, prima a lei tocca.
(riverenza) No, no, tocca a lei.
(riverenze) Io so i dover miei,
non fo inciviltà.
Io so i dover miei,
non fo inciviltà.
(riverenza) La sposa novella!
(riverenza) La dama d'onore!
(riverenza) Del Conte la bella!
(riverenza) Di Spagna l'amore!
I meriti!
L'abito!
Il posto!
L'età!
Per Bacco, precipito,
se ancor resto qua.
Sibilla decrepita,
da rider mi fa.
(riverenza) Via resti servita,
Madama brillante.
(riverenza) Non sono sì ardita,
madama piccante.
(riverenza) La sposa novella!
(riverenza) La dama d'onore!
(riverenza) Del Conte la bella!
Di Spagna l'amore!
I meriti!
L'abito!
Il posto!
L'età!
Per Bacco, precipito,
se ancor resto qua.
L'età, l'età, l'età...
Per Bacco, precipito, se ancor resto qua. / Sibilla decrepita, da rider mi fa.
(Marcellina parte infuriata.)
Va' là, vecchia pedante,
dottoressa arrogante,
perché hai letti due libri
e seccata madama in gioventù... (Mette il vestito sopra il seggiolone.)
(esce in fretta) Susanetta, sei tu?
Son io, cosa volete?
Ah, cor mio, che accidente!
Cor vostro! Cosa avvenne?
Il Conte ieri
perché trovommi sol con Barbarina,
il congedo mi diede;
e se la Contessina,
la mia bella comare,
grazia non m'intercede, io vado via,
(con ansietà) io non ti vedo più, Susanna mia!
Non vedete più me! Bravo! Ma dunque
non più per la Contessa
secretamente il vostro cor sospira?
Ah, che troppo rispetto ella m'ispira!
Felice te, che puoi
vederla quando vuoi,
che la vesti il mattino,
che la sera la spogli, che le metti
gli spilloni, i merletti...
(con un sospiro) Ah, se in tuo loco...
Cos'hai lì? Dimmi un poco...
(imitandolo) Ah, il vago nastro, e della notturna cuffia
di comare sì bella.
Deh, dammelo sorella,
dammelo per pietà! (toglie il nastro di mano a Susanna)
Presto quel nastro! (vuol riprenderglielo; egli si mette a girare intorno la sedia)
O caro, o bello, o fortunato nastro! (bacia e ribacia il nastro)
Io non te'l renderò che colla vita!
(seguita a corrergli dietro, ma poi s'arresta come fosse stanca) Cos'è quest'insolenza?
Eh via, sta cheta!
In ricompensa poi
questa mia canzonetta io ti vo' dare.
E che ne debbo fare?
Leggila alla padrona,
leggila tu medesma;
leggila a Barbarina, a Marcellina;
(con trasporti di gioia) leggila ad ogni donna del palazzo!
Povero Cherubin, siete voi pazzo!