Lyrics: Fabio Curto
Music: Fabio Curto
VIA DA QUA
Vorrei portare un grammo di campagna da annusare quando in questi grandi hotel non c’è rumore
Il palco a luci spente sembra un albero d’inverno, poche ore ancora e pronti a ripartire.
E non so più che cosa mi hanno detto
Se è onesto questo patto che ho firmato all’improvviso
Perfetto, un patto è sempre un patto, sarebbe stato meglio un pugno in mezzo al viso.
Vorrei lasciare sempre una carezza a quei bambini che mi credono l’eroe del mio paese
Guerrieri della luce salvate l’avvenire da quei grandi che hanno smesso di giocare
Vorrei cantare sempre una canzone di Modugno a una vecchietta la domenica mattina
Non so spiegarvi quanto adori farle ricordare
Quel tempo in cui cantare era l’unico modo d’andar via…
Via da qua via dalla cittá
Ti prego portami indietro
Via via da qua, dove non si sa
Soltanto un passo piû indietro
Vorrei ci ricordaste che il valore di un artista va ben oltre i dischi che non venderete
E sai le notti in bianco ripensando alle parole di una strofa che voi non ascolterete
Perchê state insegnando che bisogna essere falsi stronzi o pazzi, non esiste un’altra via
E a pugni chiusi questo Cristo nella metro con tutto il suo passato riflesso dentro a un vetro
La voglia d’andar via
Via via da qua, via dalla cittá
Ti prego portami indietro
Via via da qua
dove non si sa
Soltanto un passo piû indietro
Vorrei che questo vivere di fretta smetta d’essere un’assurda offesa contro l’esistenza
Vorrei vedere viva la speranza , morta l’invidia e un poco di rispetto per ogni debolezza
Vorrei vedere gente che apparecchia per le strade mentre il sole si nasconde dietro al mare
Difendere l’amore, l’amore di mia madre che mi ha fatto capire che un giorno vorrei essere un buon padre
Via da qua via dalla cittá, ti prego portami indietro
Via via da qua dove non si sa, solo d’un passo piú indietro e poi via
Via da qua questa dignitá è una campana di vetro
Via via da qua dove non si sa soltanto un passo piú indietro