Monteverdi:Il ritorno d'Ulisse in patria : Act 1 "Superbo è l'huom" [Nettuno, Giove]

Music: Claudio Monteverdi Superbo è l'uom ed è del suo peccato cagion, benché lontana; il ciel cortese facile ahi troppo in perdonar l'offese. Fa guerra Fa guerra Fa guerra col destin, pugna col fato, tutt'osa, tutt'ardisce tutt'osa, tutt'ardisce l'umana libertate, indomita si rende, a l'arbitrio de l'uom col ciel contende. col ciel contende. Contende Ma se Giove benigno i trascorsi de l'uom troppo perdona, tenga, egli a voglia sua nella gran destra il fulmine ozioso. Tengalo invendicato, ma non soffra Nettuno ma non soffra Nettuno col proprio disonor l'uman peccato. Gran dio de' salsi flutti, che mormori e vaneggi contro l'alta bontà del dio sovrano? Mi stabilì per Giove la mente mia pietosa più più ch'armata la mano. più più più più ch'armata la mano. Questo fulmine questo Questo fulmine atterra, la pietà persuade, fa adorar la pietade, ma non adora più che cade a terra. Ma qual giusto desio d'aspra vendetta furioso furioso ti move ad accusar l'alta bontà di Giove? Hanno i feaci arditi contro l'alto voler del mio decreto han Ulisse condotto in Itaca sua patria, onde rimane e l'umano ardimento de l'offesa deitade ingannato l'intento. Vergogna Vergogna e non pietade comanda il perdonar fatti sì rei. Così di nome solo son divini gli dèi. Non sien discare al ciel Non sien discare al ciel le tue vendette, ché comune ragion ci tiene uniti, puoi da te stesso castigar castigar castigar gli arditi. Or già che non dissente il tuo divin volere, darò castigo al temerario orgoglio; la nave loro andante farò immobile scoglio. Facciasi il tuo comando, veggansi l'alte prove abbian l'onde il suo Giove; e chi andando peccò pera restando.