Music: Wolfgang Amadeus Mozart
I suddetti ed Antonio giardiniere con un vaso di garofani schiacciato
ANTONIO: Ah, signor...signor...
IL CONTE: Cosa è stato?...
ANTONIO: Che insolenza! Chi'l fece! Chi fu!
LA CONTESSA, SUSANNA, IL CONTE e FIGARO: Cosa dici, cos'hai, cosa è nato?
ANTONIO: Ascoltate...
LA CONTESSA, SUSANNA, IL CONTE e FIGARO: Via, parla, di', su.
ANTONIO: Dal balcone che guarda in giardino
mille cose ogni dì gittar veggio,
e poc'anzi, può darsi di peggio,
vidi un uom, signor mio, gittar giù.
IL CONTE: Dal balcone?
ANTONIO: Vedete i garofani?
IL CONTE: In giardino?
ANTONIO: Sì!
SUSANNA e LA CONTESSA: piano a FIGARO: Figaro, all'erta.
IL CONTE: Cosa sento!
SUSANNA, LA CONTESSA e FIGARO: Costui ci sconcerta,
quel briaco che viene far qui?
IL CONTE: ad ANTONIO: Dunque un uom... ma dov'è, dov'è gito?
ANTONIO: Ratto, ratto, il birbone è fuggito
e ad un tratto di vista m'uscì.
SUSANNA: piano a FIGARO: Sai che il paggio...
FIGARO: piano a SUSANNA: So tutto, lo vidi.
Ah, ah, ah!
IL CONTE: Taci là.
ANTONIO: a FIGARO: Cosa ridi?
FIGARO: ad ANTONIO: Tu sei cotto dal sorger del dì.
IL CONTE: ad ANTONIO: Or ripetimi: un uom dal balcone...
ANTONIO: Dal balcone...
IL CONTE: In giardino...
ANTONIO: In giardino...
SUSANNA, LA CONTESSA e FIGARO: Ma, signore, se in lui parla il vino!
IL CONTE: ad ANTONIO: Segui pure, né in volto il vedesti?
ANTONIO: No, nol vidi.
SUSANNA e LA CONTESSA: piano a FIGARO: Olá, Figaro, ascolta!
FIGARO: ad ANTONIO: Via, piangione, sta zitto una volta,
per tre soldi far tanto tumulto!
Giacché il fatto non può star occulto,
sono io stesso saltato di lì.
IL CONTE: Chi? Voi stesso?
SUSANNA e LA CONTESSA: Che testa! Che ingegno!
FIGARO: al Conte Che stupor!
IL CONTE: Già creder nol posso.
ANTONIO: a FIGARO: Come mai diventaste sì grosso?
Dopo il salto non foste così.
FIGARO: A chi salta succede così.
ANTONIO: Chi'l direbbe.
SUSANNA e LA CONTESSA: a FIGARO: Ed insiste quel pazzo!
IL CONTE: ad ANTONIO: Tu che dici?
ANTONIO: A me parve il ragazzo.
IL CONTE: Cherubin!
SUSANNA e LA CONTESSA: Maledetto!
FIGARO: Esso appunto
da Siviglia a cavallo qui giunto,
da Siviglia ov'ei forse sarà.
ANTONIO: Questo no, questo no, che il cavallo
io non vidi saltare di là.
IL CONTE: Che pazienza! Finiam questo ballo!
SUSANNA e LA CONTESSA: Come mai, giusto ciel, finirà?
IL CONTE: a FIGARO: Dunque tu..
FIGARO: Saltai giù.
IL CONTE: Ma perché?
FIGARO: Il timor...
IL CONTE: Che timor
FIGARO: additando la camera delle serve Là rinchiuso
aspettando quel caro visetto...
Tippe tappe, un sussurro fuor d'uso...
voi gridaste...lo scritto biglietto...
saltai giù dal terrore confuso...
e stravolto m'ho un nervo del pie'!