Don Giovanni, K. 527, Act 2 Scene 11:Recitativo, "Ah, ah, ah, ah, questa è buona" (Don Giovanni, Leporello, Il Commendatore)

Music: Wolfgang Amadeus Mozart SCENA QUINDICESIMA Luogo chiuso in forma di sepolcreto, con diverse statue equestri, tra le quali quella del Commendatore. Don Giovanni, poi Leporello. DON GIOVANNI: ridendo entra pel muretto Ah, ah, ah, questa è buona, or lasciala cercar; che bella notte! È più chiara del giorno, sembra fatta per gir a zonzo a caccia di ragazze. È tardi? guardando l'orologio Oh, ancor non sono due della notte; avrei voglia un po'di saper come è finito l'affar tra Leporello e Donna Elvira, s'egli ha avuto giudizio! LEPORELLO: Si affaccia al muretto Alfin vuole ch'io faccia un precipizio. DON GIOVANNI: (È desso.) Oh, Leporello! LEPORELLO: dal muretto Chi mi chiama? DON GIOVANNI: Non conosci il padron? LEPORELLO: Così non conoscessi! DON GIOVANNI: Come, birbo? LEPORELLO: Ah, siete voi? Scusate. DON GIOVANNI: Cosa è stato? LEPORELLO: Per cagion vostra io fui quasi accoppato. DON GIOVANNI: Ebben, non era questo un onore per te? LEPORELLO: Signor, vel dono. DON GIOVANNI: Via, via, vien qua, Che belle cose ti deggio dir. LEPORELLO: Ma cosa fate qui? DON GIOVANNI: Vien dentro e lo saprai: diverse storielle che accadute mi son da che partisti, ti dirò un'altra volta: or la più bella ti vo'solo narrar. LEPORELLO: Donnesca al certo. Rende il cappello e il mantello al padrone e riprende quelli che aveva cambiati con lui. DON GIOVANNI: C'è dubbio? Una fanciulla, bella, giovin, galante, per la strada incontrai; le vado appresso, la prendo per la man, fuggir mi vuole; dico poche parole, ella mi piglia, sai per chi? LEPORELLO: Non lo so. DON GIOVANNI: Per Leporello. LEPORELLO: Per me? DON GIOVANNI: Per te. LEPORELLO: Va bene. DON GIOVANNI: Per la mano essa allora mi prende. LEPORELLO: Ancora meglio. DON GIOVANNI: M'accarezza, mi abbraccia: Caro il mio Leporello! Leporello, mio caro! Allor m'accorsi ch'era qualche tua bella. LEPORELLO: (Oh maledetto!) DON GIOVANNI: Dell'inganno approfitto; non so come mi riconosce, grida; sento gente, a fuggire mi metto, e pronto pronto per quel muretto in questo loco io monto. LEPORELLO: E mi dite la cosa con tanta indifferenza? DON GIOVANNI: Perché no? LEPORELLO: Ma se fosse costei stata mia moglie? DON GIOVANNI: ridendo forte Meglio ancora! LA STATUA:Di rider finirai pria dell'aurora! DON GIOVANNI: Chi ha parlato? LEPORELLO: estremamente impaurito Ah! qualche anima sarà dell'altro mondo, che vi conosce a fondo. DON GIOVANNI: Taci, sciocco! Chi va là? LA STATUA:Ribaldo, audace! Lascia a' morti la pace! LEPORELLO: tremando Ve l'ho detto! DON GIOVANNI: Sara qualcun di fuori che si burla di noi! con indifferenza e sprezzo Ehi, del COMMENDATORE: non è questa la statua? Leggi un poco quella iscrizion. LEPORELLO: Scusate... non ho imparato a leggere ai raggi della luna. DON GIOVANNI: Leggi, dico! LEPORELLO: leggendo «Dell'empio che mi trasse al passo estremo qui attendo la vendetta…» Udiste? Io tremo! DON GIOVANNI: O vecchio buffonissimo! Digli che questa sera l'attendo a cenar meco! LEPORELLO: Che pazzia ! Ma vi par?... Oh Dei, mirate, che terribili occhiate - egli ci dà! Par vivo! Par che senta... E che voglia parlar! DON GIOVANNI: Orsù, va là! O qui t'ammazzo, e poi ti seppellisco! LEPORELLO: Piano, piano, signore, ora ubbidisco.