Lyrics: Francesco Maria Piave
Music: Giuseppe Verdi
La traviata Atto Primo
Salotto in casa di Violetta.
Nel fondo c’è la porta che immette in un’altra sala; ve ne sono altre due laterali: a sinistra un caminetto con sopra uno specchio. Nel mezzo c’è una tavola riccamente imbandita.
(Violetta seduta su un divano sta discorrendo col Dottore e con alcuni amici, mentre altri vanno ad incontrare quelli che sopraggiungono, tra i quali il Barone e Flora al braccio del Marchese.)
Coro I Dell’invito trascorsa è già l’ora.
Voi tardaste.
Coro II Giocammo da Flora,
E giocando quell’ore volar.
Violetta:Flora, amici, la notte che resta
D’altre gioie qui fate brillar.
Fra le tazze più viva è la festa.
Flora, Marchese:E goder voi, potrete?
Violetta:Lo voglio;
Al piacere m’affido, ed io soglio
Con tal farmaco i mali sopir.
Tutti:Sì, la vita s’addoppia al gioir.
(Il Visconte Gastone de Letorières entra con Alfredo Germont. I servi frattanto avranno imbandite le vivande.)
Gastone:In Alfredo Germont, o signora,
Ecco un altro che molto v’onora;
Pochi amici a lui simili sono.
Violetta(Violetta dà la mano ad Alfredo, che gliela bacia.)
Mio Visconte, mercé di tal dono.
Marchese:Caro Alfredo --
Alfredo:Marchese --
Alfredo:T’ho detto:
L’amistà qui s’intreccia al diletto.
(Nel frattempo i servi hanno finito di preparare la tavola.)
Violetta:Pronto è il tutto?
(Un servo fa cenno di sì.)
Miei cari sedete:È al convito che s’apre ogni cor.
Tutti:Ben diceste -- le cure segrete
Fuga sempre l’amico licor.
(Siedono in modo che Violetta resti tra Alfredo e Gastone; di fronte vi sarà Flora tra il Marchese ed il Barone; gli altri siedono a piacere. C’è un attimo di silenzio mentre vengono servite le portate. Violetta e Gastone si sussurrano.)
È al convito che s’apre ogni cor.
Gastone:Sempre Alfredo a voi pensa.
Violetta:Scherzate?
Gastone:Egra foste, e ogni dì con affanno
Qui volò, di voi chiese.
Violetta:Cessate.
Nulla son io per lui.
Gastone:Non v’inganno.
Violetta:Vero è dunque? Onde ciò?
Nol comprendo.
Alfredo:Si, egli è ver.
Violetta:Le mie grazie vi rendo.
Voi, Barone, non feste altrettanto.
Barone:Vi conosco da un anno soltanto.
Violetta:Ed ei solo da qualche minuto.
Flora(sottovoce al Barone)
Meglio fora se aveste taciuto.
Barone(piano a Flora)
M’è increscioso quel giovin.
Flora:Perché?
A me invece simpatico egli è.
Gastone(ad Alfredo)
E tu dunque non apri più bocca?
Marchese(a Violetta)
È a madama che scuoterlo tocca.
Violetta:Sarò l’Ebe che versa.
Alfredo:E ch’io bramo
Immortal come quella.
Tutti:Beviamo.
Gastone;O Barone, né un verso, né un viva
Troverete in quest’ora giuliva?
(Il Barone accenna di no.)
Dunque a te --
(indicando Alfredo)
Tutti:Sì, sì, un brindisi.
Alfredo:L’estro non m’arride.
Gastone:E non sei tu maestro?
Alfredo(a Violetta):Vi fia grato?
Violetta:Sì.
Alfredo(s’alza):Sì? L’ho già in cor.
Marchese:Dunque attenti!
Tutti:Sì, attenti al cantor.