Lyrics: ALAMPI NICOLA/Sclafani Francesco
Music: ALAMPI NICOLA/Sclafani Francesco
Licenza Poetica
Testo: Nicola Alampi, Francesco Sclafani, Andrea Caracciolo
Musica: Francesco Sclafani, Riccardo Bianchi
Genere: Jazz Rap
Intro
[Instrumental + scratch]
Verse 1 [Sclaice]
Prendo carta e penna, e vi scrivo ciò che sento,
condividendo il male, che mi porto dentro,
parola per parola, mille parole al vento,
mentre l’inchiostro scorre, da forma al mio tormento.
Pagine su pagine non possono spiegare,
tutto il dolore, che ho dovuto sopportare,
vi chiedo di capire e non di giudicarmi,
ho fatto quel che ho fatto per liberarmi.
Dal peso nell’anima a cui non so dare un nome,
ombre che anneriscono, qualsiasi colore,
profonde delusioni che diventano ossessione,
le uniche compagne della mia disperazione.
Ho sempre nascosto, il mio passato,
o almeno ci ho provato, finché ho potuto,
ciò che è stato è stato, il resto non conta
e su di me l’ultimo sole ora tramonta.
Chorus (x2) [Sclaice & Kabo]
Vivere non è, che un lento morire,
in questo purgatorio,
poiché, non vi è, paradiso senza inferno
o amore senza odio.
Verse 2 [Sclaice]
Fuori dalla finestra vedo un mondo che mi ignora,
siamo sette miliardi, ma mi sento solo,
l’idea di abbandonarvi se non altro mi consola,e quando spiegherò le ali, prenderò il volo.
Quante finte lacrime, per me verserete,
mi colpivate alle spalle, e adesso mi piangete,
uno sguardo basso, fisso il vuoto e penso,
se questa mia vita abbia avuto mai un senso.
Dedicato solamente a chi mi mancherà,
a chi c’è sempre stato, a chi mi ricorderà,
nessuno mai potrà, cambiare ciò che provo,
licenza di un poeta in questo dolce still novo.
Con il cuore in mano, prima di salutarvi,
un umile consiglio, vi prego di ascoltarmi,
siate liberi e felici, ad ogni costo,
fatelo per me, e il mondo sarà vostro.
Chorus (x2) [Sclaice & Kabo]
Vivere non è, che un lento morire,
in questo purgatorio,
poiché, non vi è, paradiso senza inferno
o amore senza odio.
Verse 3 [Kabo]
Mi chiedo se vivere, senza niente da perdere,
sia meglio di vivere avendo tutto da prendere,
è un ascensore rotto, che non vuole scendere,
ci siam bevuti pure il sole, sete di risplendere.
Sento la voce di mia madre, lungo i corridoi,
dirmi di tornare a casa, di restare noi,
vedo le mani di mio padre, vedo gli occhi suoi,
ricordarmi che ogni vita, porta i propri eroi.
Rubare il cuore, per nasconderlo, dentro le grotte,
meditando sul presente, sulle nostre lotte,
rapivamo il sole e i giorni, sbagliando le rotte,
per liberarlo e fare brillare la notte.Ho camminato su binari di cristallo,
la fame di uno sciacallo, la ruggine sul metallo,
ogni grammo di saliva, parte del mio bagaglio,
ogni nota che ho suonato, figlia del vostro sguardo.
Chorus (x4) [Sclaice & Kabo]
Vivere non è, che un lento morire,
in questo purgatorio,
poiché, non vi è, paradiso senza inferno
o amore senza odio.
Outro
[Instrumental]