Music: Giacomo Puccini Amore o grillo, dir non saprei. Certo costei M'ha coll'ingenue arti in vescato. Lieve qual tenue vetro soffiato Alla statura, al portamento Sembra figura da paravento. Ma dal suo lucido fondo di lacca Come con subito mo to si stacca, Qual farfalletta svolazza e posa Con tal grazietta silenziosa Che di rincorrerla furor m'assale Se pure in frangerne dovessi l'ale. Ler l'altro, il Consolato sen' venne a visitar! Io non la vidi, ma l'udii parlar. Di sua voce il mistero l'anima mi colpì. Certo quando è sincer l'amor parla così Sarebbe gran peccato le lievi ali strappar E desolar forse un credulo cuor. Console mio garbato, quetatevi, si sa... La vostra età è di flebile umor. Non c'è gran male s'io vo' quell'ale Drizzare ai dolci voli dell'amor! Sarebbe gran peccato... Quella divina mite vocina non dovrebbe dar note di dolor. Wisky? Un'altro bicchiere. Bevo alla vostra famiglia lontana. E al giorno in cui mi sposerò con vere nozze a una vera sposa americana. Ecco. Son giunte al sommo del pendio. Già del femmmineo sciame qual di vento infogliame s'ode il brusìo.