Music: Wolfgang Amadeus Mozart BARBARINA: Queste sono, madama, le ragazze del loco che il poco ch'han vi vengono ad offrire, e vi chiedon perdon del loro ardire. LA CONTESSA: Oh brave, vi ringrazio. SUSANNA: Come sono vezzose. LA CONTESSA: E chi è, narratemi, quell'amabil fanciulla ch'ha l'aria sì modesta? BARBARINA: Ell'è mia cugina, e per le nozze è venuta ier sera. LA CONTESSA: Onoriamo la bella forestiera, venite qui... datemi i vostri fiori. prende i fiori di Cherubino e lo bacia in fronte Come arrossì... Susanna, e non ti pare... che somigli ad alcuno? SUSANNA: Al naturale. SCENA XII I suddetti, il Conte ed ANTONIO: Antonio ha il cappello di Cherubino: entra in scena pian piano, gli cava la cuffia di donna e gli mette in testa il cappello stesso. ANTONIO: Ehi! Cospettaccio! È questi l'uffiziale. LA CONTESSA: Oh stelle! SUSANNA: (Malandrino!) IL CONTE: Ebben, madama! LA CONTESSA: Io sono, oh signor mio, irritata e sorpresa al par di voi. IL CONTE: Ma stamane... LA CONTESSA: Stamane... Per l'odierna festa volevam travestirlo al modo stesso, che l'han vestito adesso. IL CONTE: a CHERUBINO: E perché non partiste? CHERUBINO: Signor! IL CONTE: Saprò punire la sua ubbidienza. BARBARINA: Eccellenza, Eccellenza, voi mi dite sì spesso qual volta m'abbracciate, e mi baciate: Barbarina, se m'ami, ti darò quel che brami... IL CONTE: Io dissi questo? BARBARINA: Voi. Or datemi , padrone, in sposo Cherubino, e v'amerò, com'amo il mio gattino. LA CONTESSA: Ebbene: or tocca a voi. ANTONIO: Brava figliuola, hai buon maestro, che ti fa scuola. IL CONTE: (Non so qual uom, qual demone, qual Dio rivolga tutto quanto a torto mio.) I suddetti e FIGARO: FIGARO: Signor... se trattenete tutte queste ragazze, addio feste... addio danza... IL CONTE: E che, vorresti ballar col pié stravolto? FIGARO: Eh, non mi duol più molto. Andiam, belle fanciulle. LA CONTESSA: a SUSANNA: Come si caverà dall'imbarazzo? SUSANNA: alLA CONTESSA: Lasciate fare a lui. IL CONTE: Per buona sorte i vasi eran di creta. FIGARO: Senza fallo. Andiamo dunque, andiamo. ANTONIO: E intanto a cavallo di galoppo a Siviglia andava il paggio. FIGARO: Di galoppo, o di passo... buon viaggio. Venite, oh belle giovani. IL CONTE: E a te la sua patente era in tasca rimasta... FIGARO: Certamente, che razza di domande! ANTONIO: a Susanna che fa de' motti a FIGARO: Via, non gli far più motti, ei non t'intende. prende per mano Cherubino e lo presenta a FIGARO: Ed ecco chi pretende che sia un bugiardo il mio signor nipote. FIGARO: Cherubino? ANTONIO: Or ci sei. FIGARO: Che diamin canta? IL CONTE: Non canta, no, ma dice ch'egli saltò stamane sui garofani... FIGARO: Ei lo dice! Sarà... se ho saltato io, si può dare ch'anch'esso abbia fatto lo stesso. IL CONTE: Anch'esso? FIGARO: Perché no? Io non impugno mai quel che non so.