I Pazzi per Progetto, Act I, Scene 2:"Farsa in un atto su libretto di Domenico Gilardoni" (Eustachio, Cristina, Darlemont , Venazio, Frank)

Lyrics: Domenico Gilardoni Music: Gaetano Donizetti EUSTACHIO Per me vi parlino le tante lettere (presenta lettere e pillole) che a voi dirigono patrizi e nobili, che in me trovarono per lungo spazio un profondissimo, enorme merito pei miei specifici, contro i malefici e per le pillole, che senza iperbole, dan lungo vivere all'uman genere. Signor, leggetele, eccole qua (mostra la lettera) di Trachia il principe che a sua memoria terracquea statua mi fece erigere; più d'Esculapio qui m'alza e venera la dama Colica che m'ha nei visceri; qui, qui mi nomina il nuovo Ippocrate. Il conte Figaro qui ancor mi celebra, il conte Sfrittola qui m'alza e venera, Jokò il banchiere, Barbleu il mercante e in tante e tante commendatizie col Suo sanissimo, anzi vastissimo, occhio acutissimo conoscerà quel don Eustachio che in ogni età... terror dei medici sempre sarà. (Parlata come questa soltanto la gran testa del sommo don Eustachio poteva scaricar.)
CRISTINA (Parbleu! che lingua è questa!) Com'è spedita e lesta! Ma non mi lascio vincere, la voglio superar . (a Darlemont in fretta) Io so a memoria tutto l’Alfieri, io so a memoria tutto Molière: io canto e ballo, quel non è povero. (segnando Venanzio) Io non son pazza. Io canto il Tasso, io canto Alfieri. Io non son pazza...
DARLEMONT (Di ciarle è una tempesta, sconvolta m'ha la testa!) Ma pian, signori, pausa! Più flemma nel parlar . VENANZIO Non ho più testa in testa che sinagoga è questa? Mancava don Eustachio per farmi bestemmiar .
FRANK Oh, che tempesta è questa! Non ho più testa in testa che sinagoga è questa? Che voci acute e stridule! Che ferreo cicalar!