Lyrics: Domenico Gilardoni
Music: Gaetano Donizetti
EUSTACHIO
Per me vi parlino le tante lettere
(presenta lettere e pillole)
che a voi dirigono patrizi e nobili,
che in me trovarono per lungo spazio
un profondissimo, enorme merito
pei miei specifici, contro i malefici
e per le pillole, che senza iperbole,
dan lungo vivere all'uman genere.
Signor, leggetele, eccole qua
(mostra la lettera)
di Trachia il principe che a sua memoria
terracquea statua mi fece erigere;
più d'Esculapio qui m'alza e venera
la dama Colica che m'ha nei visceri;
qui, qui mi nomina il nuovo Ippocrate.
Il conte Figaro qui ancor mi celebra, il conte Sfrittola qui m'alza e venera,
Jokò il banchiere, Barbleu il mercante
e in tante e tante commendatizie
col Suo sanissimo, anzi vastissimo,
occhio acutissimo conoscerà
quel don Eustachio che in ogni età...
terror dei medici sempre sarà.
(Parlata come questa
soltanto la gran testa
del sommo don Eustachio poteva scaricar.)
CRISTINA
(Parbleu! che lingua è questa!)
Com'è spedita e lesta!
Ma non mi lascio vincere,
la voglio superar .
(a Darlemont in fretta)
Io so a memoria tutto l’Alfieri,
io so a memoria tutto Molière:
io canto e ballo, quel non è povero.
(segnando Venanzio)
Io non son pazza. Io canto il Tasso,
io canto Alfieri. Io non son pazza...
DARLEMONT
(Di ciarle è una tempesta,
sconvolta m'ha la testa!)
Ma pian, signori, pausa!
Più flemma nel parlar .
VENANZIO
Non ho più testa in testa
che sinagoga è questa?
Mancava don Eustachio
per farmi bestemmiar .
FRANK
Oh, che tempesta è questa!
Non ho più testa in testa
che sinagoga è questa?
Che voci acute e stridule!
Che ferreo cicalar!