Music: Umberto Giordano Un dì all'azzurro spazio Guardai profondo, E ai prati colmi di viole, Pioveva loro il sole, E folgorava d'oro il mondo: Parea la terra un immane tesor, E a lei serviva di scrigno il firmamento. Su dalla terra a la mia fronte Veniva una carezza viva, un bacio. Gridai vinto d'amor: T'amo tu che mi baci, Divinamente bella, o patria mia! E volli pien d'amore pregar! Varcai d'una chiesa la soglia; Là un prete ne le nicchie Dei santi e della Vergine, Accumulava doni - E al sordo orecchio Un tremulo vegliardo Invan chiedeva pane E invano stendea la mano! Varcai degli abituri l'uscio; Un uom vi calunniava Bestemmiando il suolo Che l'erario a pena sazia E contro a Dio scagliava E contro agli uomini Le lagrime dei figli. In cotanta miseria La patrizia prole che fa? Sol l'occhio vostro Esprime umanamente qui Un guardo di pietà, Ond'io guardato ho a voi Si come a un angelo. E dissi: Ecco la bellezza della vita! Ma, poi, a le vostre parole, Un novello dolor m'ha colto in pieno petto. O giovinetta bella, D'un poeta non disprezzate il detto: Udite! Non conoscete amor, Amor, divino dono, non lo schernir, del mondo anima e vita è l'Amor!