Music: Claudio Monteverdi
Deh, nasconditi, o Virtù,
Già caduta in povertà,
Non creduta deità,
Nume ch'è senza tempio,
Diva senza devoti, e senza altari,
Dissipata,
Disusata,
Abborritta,
Mal gradita,
Ed in mio paragon sempre avvilita.
Già regina, hor plebea, che per comprarti
Gl'alimenti e le vesti
I privilegi e i titoli vendesti.
Ogni tuo professore,
Se da me sta diviso
Sembra un foco dipinto
Che nè scalda, nè splende,
Resta un calor sepolto
In penuria di luce.
Chi professa virtù non speri mai
Di posseder richezza, o gloria alcuna,
Se protetto non è dalla Fortuna!
Deh, sommergiti, malnata,
Rea chimera delle genti,
Fatta Dea dagl'imprudenti.
Io son la vera scala,
Per cui natura al sommo ben ascende.
Io son la tramontana,
Che sola insegno agl'intelletti humani
L'arte del navigar verso l'Olimpo.
Può dirsi, senza adulazione alcuna,
Il puro incorrutibil esser mio
Termine convertibile con dio,
Che ciò non si può dir di te, Fortuna.
Che vi credete, o dee,
Divider fra di voi del mondo tutto
La signoria, e'l governo,
Escludendone Amore,
Nume, ch'è d'ambe voi tanto maggiore ?
Io le virtudi insegno,
Io le fortune domo,
Questa bambina età
Vince d'antichità
Il tempo, e ogn'altro dio:
Gemelli siam l'Eternitade ed io.
Riveritemi,
Adoratemi,
E di vostro sovrano il nome datemi.
Uman non è, non è celeste core,
Che contender ardisca con Amore.
Oggi in un sol certame,
L'un e l'altra di voi da me abbatutta,
Dirà, che'l mondo a' cenni miei si muta.