Lyrics: Majda Lamrabte
Music: Daniele Celli
Gridare squarciagola sopra i tetti di Milano
La vista toglie il fiato ma sai casa mia è lontano
Dalle coste africane, Gnaua e Chaabi fan ballare
Ma non riesco più a sentire, perché ci separa il mare
Mi hanno detto torna a casa
La mia casa è stata invasa
La mia identità dannata
La mia lingua denigrata
Più mi guardo in quello specchio
Meno riesce a fare effetto
Ora non so più chi sia
La figura in quel riflesso
Schiavi di dilemmi sociali
Pesci in mezzo squali
Divoran noi prede
Figli di luoghi lontani
Ci han messo le mani
E schiacciato col piede
Un giorno saremo liberi liberi liberi, liberi già
Abbiamo spezzato catene, pagato le pene della crudeltà
Eh eh
Ti han detto non fidarti di me
Verso lacrime al posto del caffè
Non so fingere come ai Cabaret
Dimmi ancora tu che vuoi
Sai ricordo che ridevi di me
Perché vivo sulle nuvole
Sai più in alto della torre Eiffel
Crescere
Senza un padre per difermi e
Senza mai niente da perdere
Trattata da sottogenere
Mai pensato di lasciare l'Africa
Al pensiero mamma mia che ansima
Sotto stelle di una notte magica
Terra dove balla pure l'anima
Ma adesso dove sei
Portatemi da lei
Ti sogno nella notte viverti è ciò che vorrei
Schiavi di dilemmi sociali
Pesci in mezzo squali
Divoran noi prede
Figli di luoghi lontani
Ci han messo le mani
E schiacciato col piede
Un giorno saremo liberi, liberi, liberi, liberi già
Abbiamo spezzato catene, pagato le pene della crudeltà
Eh eh
Ti han detto non fidarti di me
Verso lacrime al posto del caffè
Non so fingere come ai Cabaret
Dimmi ancora tu che vuoi
Sai ricordo che ridevi di me
Perché vivo sulle nuvole
Sai più in alto della torre Eiffel