KIAZZA FOR THE CULTURE

Lyrics: Salvatore Stani/Flavio Umberto Simone Matino Music: Alessandro Cirulli ZEBOH:
 Quello che hai fatto rimane sono chiuso in studio che mi gratto le mani compà c'è chi sta a casa a morire chi esce e lancia bombe contro le autorità Chissà , come andrà avanti chi la vita dà per aiutare gli altri nella mia città io non voglio ratti voglio i gatti neri Non dire cattiverie ai miei compagni siete bambinoni sfogatevi sui testi disobbedite e fate i gesti come mio nipote riposa adagio Albinoni poi vi coricate in braccio ai vostri genitori come vi autorizzate disse quel polizotto preferisci una jam o il fuoco in mezzo alle strade perché qua fa tutto schifo e siamo gli unici a riqualificare tu lo sai che qua giù ci sono gli squali e hanno fame frulla nuova idea in testa porta in terra l'inferno non si ferma l'incendio dal sud mi difendo da un governo senza cultura che comanda e censura senza titoli nel virtù GENTLE T: Siamo gli stregoni tribù, Schiaffoni a quattro mani Vishnu, Non ci vedi in tv Potevo fare il salto ma ho già fatto di più, e vado a letto sazio, quale digiuno?! you know! T terminatore fuori for the culture, Nelle barre c’è un messaggio anche se sembra calcio, si mettevano di intralcio ma per me è un vantaggio, avrei potuto fare merda ma non ce la faccio, Avrei potuto, ts, avrei potuto dare un bello sputo in faccia a quello sbirro mi teneva il braccio, mentre scavalcavo per fare una jam, a gennaio fuori al freddo e il fuoco dentro che scioglieva il ghiaccio, Avrei potuto fare rap politico scrivo come cazzo voglio io mi sento libero, fare quello che non pensa ai soldi ma si vede da lontano un miglio che mi piace il suono del bonifico, e quindi fallo, sto dove il lavoro a volte devi inventarlo, diventi metallo, suonaci nel parti più bello, nord sud centro, ci ascoltano in cento non fanno uno sbaglio !