La Calisto, Atto Primo. Scena 3: Come scherne acerbetta (Giove, Mercurio)

Music: Francesco Cavalli GIOVE Come scherne acerbetta Le lusinghe costei del dio sovrano, E di renderla amante L'onnipotenza mia non è bastante, Che libero creai l'animo umano. Tu, Mercurio facondo, Che con detti melati Persuadi, amolisci, or corri, or vola Dietro alla fuggitiva, E rendendola priva Del cast'orgoglio, il tuo signor consola.
MERCURIO Altro, che parolette Vi vogliono a stemprare Di queste superbette Pertinace il rigor. Donna pregata Più si rende ostinata.
GIOVE Dunque, che far degg'io Per dar ristoro all'amoroso affanno?
MERCURIO Seguire il mio consiglio, usar l'inganno.
GIOVE E come?
MERCURIO Della figlia, Della silvestre dea prendi l'imago, E sotto quel sembiante, Ingegnoso amatore, Godi l'amante. Non fuggirà gl'amplessi, La rigida romita, De la diva mentita.
GIOVE Ben de le frodi sei Artefice sagace, inventor raro. Chiuso in forme mentite, Giuno non saprà già le mie dolcezze, E se note le fion, garrisca in lite, Ché sì dolce contento Non lascerei per cento Giuno e cento.