Music: Francesco Cavalli
GIOVE
Come scherne acerbetta
Le lusinghe costei del dio sovrano,
E di renderla amante
L'onnipotenza mia non è bastante,
Che libero creai l'animo umano.
Tu, Mercurio facondo,
Che con detti melati
Persuadi, amolisci, or corri, or vola
Dietro alla fuggitiva,
E rendendola priva
Del cast'orgoglio, il tuo signor consola.
MERCURIO
Altro, che parolette
Vi vogliono a stemprare
Di queste superbette
Pertinace il rigor. Donna pregata
Più si rende ostinata.
GIOVE
Dunque, che far degg'io
Per dar ristoro all'amoroso affanno?
MERCURIO
Seguire il mio consiglio, usar l'inganno.
GIOVE
E come?
MERCURIO
Della figlia,
Della silvestre dea prendi l'imago,
E sotto quel sembiante,
Ingegnoso amatore,
Godi l'amante.
Non fuggirà gl'amplessi,
La rigida romita,
De la diva mentita.
GIOVE
Ben de le frodi sei
Artefice sagace, inventor raro.
Chiuso in forme mentite,
Giuno non saprà già le mie dolcezze,
E se note le fion, garrisca in lite,
Ché sì dolce contento
Non lascerei per cento Giuno e cento.