Lyrics: Davide Camorani
Music: Tullio Tulliozzi
Giro per strada, sguardo basso.
Gerusalemme liberata, Torquato Tasso.
Qui tutti son pieni di debiti,
in più non ricevi mai quello che meriti.
Perdi salute, per dio, prendi un medikit.
Stato tagliagole, delitto di Meredith.
Questo passa il convento,
vale a dire una massa d'orrendo.
Ti hanno detto di stare contento
e che al debito pubblico basta del tempo.
Fai passare tempo, fai passare tempo.
Come vedi non serve, meglio se lo recuperi,
dopotutto siamo sempre e solo numeri.
C'è chi dice solo,
c'è chi dice libero.
C'è chi spicca il volo
e chi grida precipito.
Sensazione di vuoto, calamitato verso l'ignoto.
Notti in bianco senza un indotto, sottosopra, centodiciotto.
Cerco un condotto, qui non si respira,
chiamo un dottore ed otto ore di fila.
Sono stravolto, odoro di weeda,
cerco l'amore e l'odio mi pedina.
Specie quando torno tardi,
sembro Giacomo Leopardi,
neanche passo e già mi guardi.
Vengo dal basso, Jamie Vardy.
Cambio aria, scompaio nel fumo, abracadabra.
Senza futuro, bye bye Italia.
Ho la testa sul muro, vai, taglia.
Infanzia passata da solo
o non sarei arrivato mai dove sono,
ogni sillaba scritta fa il proprio lavoro.
La tua bocca zitta, giuro, l'adoro.
Ti prendo la mano e poi corriamo nei campi,
finché non cadiamo a terra strafatti coi crampi.
Dalla velocità qua sembra un Grand Prix
io e te come gli altri ma più eleganti.
Tutti distanti, tutti distratti,
tu come gli altri, non giustificarti.
Tutti prefissano i propri traguardi, gli ultimi salti.
Questo è il vento che tira,
la lancetta del tempo che gira.
Carico la penna quindi prendo la mira,
spara un disegno stupendo, non ho chi lo ammira