Music: Claudio Monteverdi
Donate Donate un giorno, o dèi
contento a' desir miei.
Cara amata regina,
regina, avveduta e prudente
prudente per tuo sol danno sei:
men saggia io ti vorrei.
A che sprezzi gli ardori dei viventi amatori
per attender conforti dal cenere de' morti?
Non fa torto chi gode a chi è sepolto.
L'ossa del tuo marito estinto, incenerito,
del tuo dolor del tuo dolor
del tuo dolor non san poco né molto;
e chi attende pietà da morto è stolto.
La fede e la costanza son preclare virtù;
le stima amante vivo, e non l'apprezza
perché de' sensi privo un uom che fu.
D'una memoria grata s'appagano i defunti,
stanno i vivi coi vivi in un congiunti.
Un bel viso bel viso bel viso fa guerra, fa guerra,
il guerriero costume il guerriero costume al morto spiace,
ché non cercan gli estinti altro che pace.
Langue Langue Langue sotto i rigori de' tuoi sciapiti amori
la più fiorita fiorita età,
la più fiorita fiorita età,
ma vedova beltà di te si duole,
ché dentro ai lunghi pianti
mostri sempre in acquario un sì bel sole.
Ama dunque, ché d'amore dolce amica è la beltà.
Dal piacere il tuo dolore saettato caderà.
Amor Amor è un idol vano,
Amor Amor è un vagabondo nume,
Amor Amor all'incostanze sue non mancan piume;
del suo dolce sereno è misura il baleno.
Un giorno solo cangia il piacer
il piacer il piacer il piacer il piacer il piacer in duolo.
Sono i casi amorosi di Tesei e di Giasoni ohimè son pieni:
incostanza incostanza e rigore,
pene e morte e dolore,
dell'amoroso ciel dell'amoroso ciel dell'amoroso ciel
splendori fissi san cangiar in Giason anche gli Ulissi.
Perché Aquilone infido turbi una volta il mar
distaccarsi dal lido animoso animoso nocchier non dée lasciar?
Sempre non guarda in ciel torva una stella,
ha calma ogni procella.
Ama dunque, ché d'amore dolce amica è la beltà.
Ama dunque, ché d'amore dolce amica è la beltà.
Dal piacere il tuo dolore saettato caderà.
Dal piacere il tuo dolore saettato caderà.
Non dée di nuovo amar chi misera penò:
torna stolta a penar torna stolta a penar
a penar a penar a penar chi prima errò.