Music: Wolfgang Amadeus Mozart
SCENA II
Recitativo
FIGARO: Barbarina, cos'hai?
BARBARINA: L'ho perduta, cugino.
FIGARO: Cosa?
MARCELLINA: Cosa?
BARBARINA: La spilla,
che a me diede il padrone
per recar a Susanna.
FIGARO: A Susanna ... la spilla?
E così, tenerella,
il mestiero già sai...
di far tutto sì ben quel che tu fai?
BARBARINA: Cos'è, vai meco in collera?
FIGARO: E non vedi ch'io scherzo? Osserva...
cerca un momento per terra, dopo aver destramente cavata una spilladall'abito o dalla cuffia di Marcellina e la dà a BARBARINA: Questa
è la spilla che IL CONTE: da recare ti diede alla Susanna,
e servia di sigillo a un bigliettino;
vedi s'io sono istrutto.
BARBARINA: E perché il chiedi a me quando sai tutto?
FIGARO: Avea gusto d'udir come il padrone
ti die' la commissione.
BARBARINA: Che miracoli!
"Tieni, fanciulla, reca questa spilla
alla bella Susanna, e dille: Questo
è il sigillo de' pini."
FIGARO: Ah, ah, de' pini!
BARBARINA: È ver ch'ei mi soggiunse:
"Guarda che alcun non veda."
Ma tu già tacerai.
FIGARO: Sicuramente.
BARBARINA: A te già niente preme.
FIGARO: Oh niente, niente.
BARBARINA: Addio, mio bel cugino;
vò da Susanna, e poi da Cherubino.
parte saltando
SCENA III
Marcellina e FIGARO: FIGARO: Madre!
MARCELLINA: Figlio!
FIGARO: Son morto!
MARCELLINA: Calmati, figlio mio.
FIGARO: Son morto, dico.
MARCELLINA: Flemma, flemma, e poi flemma!Il fatto è serio;
e pensarci convien, ma pensa un poco
che ancor non sai di chi prenda gioco.
FIGARO: Ah, quella spilla, oh madre, è quella stessa
che poc'anzi ei raccolse.
MARCELLINA: È ver, ma questo
al più ti porge un dritto
di stare in guardia, e vivere in sospetto.
Ma non sai, se in effetto...
FIGARO: All'erta dunque: il loco del congresso
so dov'è stabilito...
MARCELLINA: Dove vai figlio mio?
FIGARO: A vendicar tutti i mariti: addio.
SCENA IV
Marcellina sola
MARCELLINA: Presto avvertiam Susanna:
io la credo innocente: quella faccia,
quell'aria di modestia... è caso ancora
ch'ella non fosse... ah quando il cor non ciurma personale interesse,
ogni donna è portata alla difesa
del suo povero sesso,
da questi uomini ingrati a torto oppresso.