Lyrics: Luigi Dallapiccola
Music: Luigi Dallapiccola
Nel mio futuro come vide chiaro
Tiresia, il cieco tebano!
Dal mare che ribolle
s'ergono contro me due mostri ...
Cariddi!
Scilla!
Poi, quando, lasciata l'isola del Sole,
ci percosse la folgore ...
Infausto sonno il tuo! Di sacrilegio
si macchiarono tutti i tuoi Compagni!
.... un'altra volta, e l'ultima non fu,
solo, disperso, ancora sul mare
a lottar mi trovai,
insin che un Nume
approdare mi fé su queste rive
ove il più dolce dei sorrisi
sul più puro dei volti accoglier volle
me, fra tutti i mortali il più infelice,
Ulisse, certo i Numi ti condussero a noi:
e noi domani, con doni,
ti condurremo in Itaca, tua patria,
Grazie, possente Re, Colmino i Numi
te e la tua terra di bene.
Straniero, che tanto hai veduto,
Straniero, che tanto hai sofferto ...
quando sarai tornato alla patria tua terra
pensa a me qualche volta
Sì, Nausicaa,