Music: Francesca Caccini
Ruggier de danni asprissimi
di queste piante flebili,
deh senti al cor pietà.
Noi resterem mestissimi,
e d’ogni speme debili,
se tua virtù sen va.
O quanto merto, o quanto
di lode havrai, s’acqueti il nostro pianto.
O miserabil vita!
Se’l soffrire è virtute,
ben meritate voi lod’infinita.
Qual scempio miserabile
farà la fera orribile
in questo infausto dì.
Suo sdegno inesorabile
tutto cadrà terribile
in noi miseri qui.
Fanne quinci rimovere,
e’l piè lasso disciogliere
da chi ti liberò.
La scorza egli può movere,
e gl’aspri nodi sciogliere,
ond’altri le ne legò.
O quanto merto, o quanto
di lode havrai, s’acqueti il nostro pianto.
Consolatevi, o piante,
chi più languisce o teme.
Ravvivi oggi del cor la morta speme.
Per la salute vostra contro l’iniqua Alcina,
oggi combatterà la virtù nostra.
Itene lieti,
mentre noi qui
solinghi e cheti
trarremo il di,
pregand’ogn’ora
ch’arrivi l’ora
di libertà.
Su’l vil terreno
movremo il piè,
ponendo il freno
a chi ne’l diè,
lieti cantando,
e disprezzando
chi ne tradì.