La liberazione di Ruggiero dall'isola d'Alcina:Scena II. Ruggier de danni asprissimi

Music: Francesca Caccini Ruggier de danni asprissimi di queste piante flebili, deh senti al cor pietà. Noi resterem mestissimi, e d’ogni speme debili, se tua virtù sen va.
O quanto merto, o quanto di lode havrai, s’acqueti il nostro pianto.
O miserabil vita! Se’l soffrire è virtute, ben meritate voi lod’infinita.
Qual scempio miserabile farà la fera orribile in questo infausto dì. Suo sdegno inesorabile tutto cadrà terribile in noi miseri qui.
Fanne quinci rimovere, e’l piè lasso disciogliere da chi ti liberò. La scorza egli può movere, e gl’aspri nodi sciogliere, ond’altri le ne legò.
O quanto merto, o quanto di lode havrai, s’acqueti il nostro pianto.
Consolatevi, o piante, chi più languisce o teme. Ravvivi oggi del cor la morta speme. Per la salute vostra contro l’iniqua Alcina, oggi combatterà la virtù nostra.
Itene lieti, mentre noi qui solinghi e cheti trarremo il di, pregand’ogn’ora ch’arrivi l’ora di libertà. Su’l vil terreno movremo il piè, ponendo il freno a chi ne’l diè, lieti cantando, e disprezzando chi ne tradì.