Music: Wolfgang Amadeus Mozart
SCENA QUARTA
Notte. Strada.
Don Giovanni e Leporello, poi Donn'Elvira in abito da viaggio.
DON GIOVANNI: Orsù, spicciati presto. Cosa vuoi?
LEPORELLO: L'affar di cui si tratta è importante.
DON GIOVANNI: Lo credo.
LEPORELLO: È importantissimo.
DON GIOVANNI: Meglio ancora. Finiscila.
LEPORELLO: Giurate di non andar in collera.
DON GIOVANNI: Lo giuro sul mio onore,
purché non parli del Commendatore.
LEPORELLO: Siamo soli.
DON GIOVANNI: Lo vedo.
LEPORELLO: Nessun ci sente.
DON GIOVANNI: Via!
LEPORELLO: Vi posso dire tutto liberamente?
DON GIOVANNI: Sì.
LEPORELLO: Dunque quando è così,
caro signor padrone,
la vita che menate
all'orecchio, ma forte
è da briccone.
DON GIOVANNI: Temerario, in tal guisa...
LEPORELLO: E il giuramento?
DON GIOVANNI: Non so di giuramenti. Taci, o chi'io...
LEPORELLO: Non parlo più, non fiato, o padron mio.
DON GIOVANNI: Così saremo amici. Ora dì un poco:
Sai tu perché son qui?
LEPORELLO: Non ne so nulla. Ma essendo l'alba chiara, non sarebbe
qualche nuova conquista?
Io lo devo saper per porla in lista.
DON GIOVANNI: Va là, che sei il grand'uom!
Sappi chi'io sono innamorato d'una
bella dama, e son certo che m'ama.
La vidi, le parlai; meco al casino
questa notte verrà...
Viene dal fondo Donna Elvira.
Zitto, mi pare
sentire odor di femmina...
LEPORELLO: (Cospetto, che odorato perfetto!)
DON GIOVANNI: All'aria mi par bella.
LEPORELLO: (E che occhio, dico!)
DON GIOVANNI: Ritiriamoci un poco, e scopriamo terren.
LEPORELLO: Già prese foco!
Vanno in disparte