Don Giovanni:Don Giovanni, a cenar teco m’invitasti (Il Commendatore, Don Giovanni, Leporello, Coro di sottera)

Music: Wolfgang Amadeus Mozart SCENA DICIANNOVESIMA Il Convitato di Pietra e detti LA STATUA:Don Giovanni, a cenar teco M'invitasti e son venuto! DON GIOVANNI: Non l'avrei giammai creduto; Ma farò quel che potrò. Leporello, un altra cena Fa che subito si porti! LEPORELLO: (facendo capolino di sotto alla tavola )Ah padron! Siam tutti morti. DON GIOVANNI: tirandolo fuori Vanne dico! LA STATUA:a Leporello che è in atto di parlare Ferma un po'! Non si pasce di cibo mortale chi si pasce di cibo celeste; Altra cure più gravi di queste,(La terzana d'avere mi sembra) Altra brama quaggiù mi guidò!(E le membra fermar più non so.) DON GIOVANNI: Parla dunque! Che chiedi! Che vuoi? LA STATUA:Parlo; ascolta! Più tempo non ho! DON GIOVANNI: Parla, parla, ascoltando ti sto. LA STATUA:Tu m'invitasti a cena, Il tuo dover or sai. Rispondimi: verrai tu a cenar meco? LEPORELLO: da lontano, sempre tremando Oibò; tempo non ha, scusate. DON GIOVANNI: A torto di viltate Tacciato mai sarò. LA STATUA:Risolvi! DON GIOVANNI: Ho già risolto! LA STATUA:Verrai? LEPORELLO: a DON GIOVANNI: Dite di no! DON GIOVANNI: Ho fermo il cuore in petto: Non ho timor: verrò! LA STATUA:Dammi la mano in pegno! DON GIOVANNI: porgendogli la mano Eccola! Ohimé! LA STATUA:Cos'hai? DON GIOVANNI: Che gelo è questo mai? LA STATUA:Pentiti, cangia vita È l'ultimo momento! DON GIOVANNI: vuol scoigliersi, ma invano No, no, ch'io non mi pento, Vanne lontan da me! LA STATUA:Pentiti, scellerato! DON GIOVANNI: No, vecchio infatuato! LA STATUA:Pentiti! DON GIOVANNI: No! LA STATUA:Sì! DON GIOVANNI: No! LA STATUA:Ah! tempo più non v'è! Fuoco da diverse parti, il Commendatore sparisce, e s'apre una voragine. DON GIOVANNI: Da qual tremore insolito Sento assalir gli spiriti! Dond'escono quei vortici Di foco pien d'orror? CORO DI DIAVOLI di sotterra, con voci cupe Tutto a tue colpe è poco! Vieni, c'è un mal peggior! DON GIOVANNI: Chi l'anima mi lacera?(Che ceffo disperato!) Chi m'agita le viscere?(Che gesti da dannato!) Che strazio, ohimé, che smania!(Che gridi, che lamenti!) Che inferno, che terror!(Come mi fa terror!) Cresce il fuoco, compariscono diverse furie, s'impossessano di Don Giovanni e seco lui sprofondano.