Scherzi Musicali 1632, SV 250:No. 5, Et e pur dunque vero

Lyrics: Auteur Anonyme Music: Claudio Monteverdi Et è pur dunque vero, dishumanato cor, anima cruda, che cangiando pensiero e di fede e d'amor tu resti ignuda. d'haver tradito me dati pur vanto, che la cetera mia rivolgo in pianto.
È questo il guiderdone de l'amorose mie tante fatiche? così mi fa ragione, il vostro reo destin, stelle nemiche. ma se'l tuo cor è d'ogni fe' ribelle, Lidia, la colpa è tua non delle stelle.
Beverò, sfortunato, gl'assassinati miei torbidi pianti, e sempre adolorato a tutti gl'altri abbandonati amanti, e scolpirò sul marmo alla mia fede: Sciocco è quel cor ch'in bella donna crede.
Povero di conforto, mendico di speranza, andrò ramingo; e senza salma o porto, fra tempeste vivrò mesto e solingo. Ne havrò la morte di precipiti a schivo perchè non può morir chi non è vivo.
Il numero de gli anni ch'al sol di tue bellezze io fui di neve, il colmo degl'affani che non mi diero mai, mai riposo breve: Insegneranno a mormorar i venti le tue perfidie o cruda e i miei tormenti.
Vivi, vivi col cor di ghiaccio, e l'inconstanza tua l'aure difidi; stringi, stringi il tuo ben in braccio e del mio mal con lui trionfa e ridi; et ambi in union dolce gradita fabricate il sepolcro alla mia vita.
Abissi, abissi, udite, udite di mia disperation gli ultimi accenti, da poi che son fornite le mie gioie e gl'amor e i miei contenti. Tanto è 'l mio mal che nominar io voglio emulo del inferno il mio cordoglio.