Lyrics: Auteur Anonyme
Music: Claudio Monteverdi
Et è pur dunque vero,
dishumanato cor, anima cruda,
che cangiando pensiero
e di fede e d'amor tu resti ignuda.
d'haver tradito me dati pur vanto,
che la cetera mia rivolgo in pianto.
È questo il guiderdone
de l'amorose mie tante fatiche?
così mi fa ragione,
il vostro reo destin, stelle nemiche.
ma se'l tuo cor è d'ogni fe' ribelle,
Lidia, la colpa è tua non delle stelle.
Beverò, sfortunato,
gl'assassinati miei torbidi pianti,
e sempre adolorato
a tutti gl'altri abbandonati amanti,
e scolpirò sul marmo alla mia fede:
Sciocco è quel cor ch'in bella donna crede.
Povero di conforto,
mendico di speranza, andrò ramingo;
e senza salma o porto,
fra tempeste vivrò mesto e solingo.
Ne havrò la morte di precipiti a schivo
perchè non può morir chi non è vivo.
Il numero de gli anni
ch'al sol di tue bellezze io fui di neve,
il colmo degl'affani
che non mi diero mai, mai riposo breve:
Insegneranno a mormorar i venti
le tue perfidie o cruda e i miei tormenti.
Vivi, vivi col cor di ghiaccio,
e l'inconstanza tua l'aure difidi;
stringi, stringi il tuo ben in braccio
e del mio mal con lui trionfa e ridi;
et ambi in union dolce gradita
fabricate il sepolcro alla mia vita.
Abissi, abissi, udite, udite
di mia disperation gli ultimi accenti,
da poi che son fornite
le mie gioie e gl'amor e i miei contenti.
Tanto è 'l mio mal che nominar io voglio
emulo del inferno il mio cordoglio.